PINEROLO

Chiesa Cattolica
in Italia

PINEROLO  Diac.Perm.  10/03/2018    Nicodemo

NICODEMO
"Dovete nascere dall'alto"
(Gv 3,1-15)

+ Oggi ci confrontiamo con la persona e con la fede di Nicodemo.
CHI È NICODEMO? Cosa abbiamo noi in comune con quest'uomo?
- un fariseo (1) e non un fariseo qualunque, ma uno dei capi dei Giudei (1), un maestro in Israele (10). Non accentuiamo troppo la connotazione quasi sempre negativa che i Vangeli ci danno dei farisei, come persone ipocrite, che pregavano e facevano tante opere buone solo per farsi vedere dalla gente; non tutti erano così. Fondamentalmente i farisei erano quelli buoni, quelli che più degli altri si sforzavano di vivere tutti i comandamenti della Legge antica. Erano i "laici impegnati", i cristiani modello di oggi. Dove sta il punto debole della fede dei farisei? Sta nel fatto che credevano di guadagnarsi l'amore di Dio proprio grazie alle loro preghiere e alle loro opere buone, credevano di guadagnarsi il paradiso con i loro sforzi, con i loro meriti.
--> Forse anche noi ci portiamo dentro un pezzo di fariseo: non solo perché quando facciamo delle cose belle ci teniamo al riconoscimento, all'applauso, a un complimento; ma più radicalmente perché non capiamo che tutto è dono di Dio, tutto è Grazia. Pensiamo che in fondo "abbiamo diritto" a un occhio di riguardo di Dio per noi, che Dio "deve" ascoltarci in ciò che gli chiediamo, perché noi ce la mettiamo tutta per essere buoni. Insomma, l'amore di Dio è qualcosa che possiamo pretendere come un nostro diritto e non qualcosa da accogliere come un Suo dono gratuito.

- uno che va da Gesù (2): tre volte è nominato Nicodemo in Gv, e sempre è ricordato come "colui che andò da Gesù" (7,50; 19,39). Molti farisei erano ostili a Gesù; N. invece è ben disposto verso questo Rabbì che gira per la Palestina: va a cercarlo, vuole parlargli, ne prenderà le difese durante una discussione e infine andrà con Giuseppe d'Arimatea a raccoglierne il cadavere e a seppellirlo.
--> Anche noi siamo gente che va da Gesù, abbiamo questo desiderio di Gesù, di incontrarlo...

- di notte (2): va da Gesù, ma ci va di notte! Forse per timore di essere scoperto dagli altri farisei. È attirato da Gesù, ma ha paura di perdere la considerazione positiva degli altri (cf. 12,42-43).
--> Forse anche noi, in certi ambienti perdiamo un po' il nostro coraggio di testimoniare la simpatia che abbiamo per Gesù; finché siamo tra di noi, tutto bene, ma se c'è da farsi un segno di croce in pubblico, affrontare una discussione in treno... Siamo "cristiani notturni", che hanno paura di uscire alla luce del giorno?

- "sappiamo...": N. è una persona sicura di sé, anche nella sua fede, è uno che "sa", e che quindi pensa di non avere troppo da imparare. Anche se poi Gesù smonta subito le sue sicurezze, e allora N. si apre, fa domande, vuole sapere di più.
--> Attenzione quando ci sentiamo già degli arrivati nel nostro cammino di fede...

- Il suo rapporto con Gesù. "Sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui" (2). Per N. Gesù è un uomo straordinario, un maestro, un guaritore, un inviato da Dio, e ciò che desta la sua ammirazione sono i "segni"/miracoli che Gesù compie. Ma questa non è fede! Prima di tutto perché per N. Gesù è solo un uomo, grande sì, ma solo uomo. Poi perché non sono i tanti miracoli che devono convincermi della grandezza di Gesù. C'è un altro "segno", l'unico che davvero conta, che ci deve convincere della grandezza e della divinità di Gesù, della sua potenza salvifica (lo vedremo).
Infine per N. Gesù è un grande, ma questo non gli tocca più di tanto la vita; con Lui ci vuole solo discutere un po'; N. è uno che vuole capire (come è possibile?), ma non è disposto a credere.
--> E la nostra fede? Perché siamo attirati da Gesù? Che cosa ci colpisce di Lui? Cosa cambia in noi l'incontro con Lui? Non si può venire a contatto con Gesù, "fuoco divoratore", e non venirne scottati. Se gli passiamo accanto e ne usciamo indenni vuol dire che non abbiamo capito chi è.

- un vecchio (cf. 4). Sì, Nicodemo è vecchio, ma si capisce subito che non è vecchio solo per l'età anagrafica; Nicodemo è vecchio dentro, perché la sua fede è vecchia!
--> Forse ci possiamo ritrovare in lui non solo perché siamo suoi coscritti, ma anche quando perdiamo ogni entusiasmo per la nostra fede, quando non abbiamo più sogni per il domani, quando non crediamo più che sia possibile vivere grandi ideali... siamo già vecchi!

IL COLLOQUIO CON GESÙ. Dalle parole del Vangelo è venuto fuori un ritratto di N., è stata fatta una diagnosi della sua fede malata: malata di fariseismo, di troppa sicurezza, di paura, bisognosa di segni... una fede vecchia! Ora, è proprio la fede il punto nodale del discorso con Gesù, la fede malata di N. (e anche nostra). Perciò Gesù vuole far fare a N. un cammino di guarigione della fede. In tre mosse. Sembra un po' un dialogo tra sordi, e in effetti N. fatica a comprendere perché parlano due linguaggi diversi.

1. NECESSITA' DI UNA VITA NUOVA
+ L'anziano maestro inizia facendo due complimenti: "noi sappiamo bene chi tu sei: un maestro venuto da Dio, che compie grandi segni".
"No, Nicodemo: tu non sai proprio niente. Perché per sapere bisogna vedere, toccare con mano, fare esperienza (cf. Venite e vedrete). E per vedere davvero le cose di Dio ("il Regno") bisogna avere la vita di Dio, avere una nuova vita, dunque nascere dall'alto: "se uno non nasce dall'alto/di nuovo non può vedere il Regno di Dio" (3). Ecco qual è la condizione per poter vedere il Regno, conoscere Gesù: "rinascere dall'alto/di nuovo". Guarire nella fede non è chiarirsi un po' le idee riguardo a Gesù, con un bel corso di Cristologia, ma è rinascere.

+ Nascere (o essere generato, 6 volte) significa novità e gratuità.
Dicendo "nascere dall'alto o di nuovo", Gesù dice che credere in Lui implica una vita nuova, inedita, non una roba vecchia rattoppata; non mettersi un po' di trucco, ma sotto il volto è sempre quello; non mettere una toppa nuova, ma tenersi addosso il vestito vecchio. In Mt 18,3 è detto: "Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli". Qui Gesù va oltre: non solo tornare all'infanzia, ma addirittura rinascere ad una vita completamente nuova.
Inoltre "nascere" dice gratuità. Nascere in greco è ghennàomai, al passivo, "essere generati", perché la vita nuova di cui parla qui Gesù è come la vita fisica: non ce la possiamo dare da noi sessi, ma è un dono che riceviamo; si nasce per un dono gratuito d'amore di qualcuno che ci ha generati.
Ed è una vita dall'alto, fuori dal controllo dell'uomo, è roba di Dio.
--> Forse anche noi, come N., siamo buoni, disposti a qualche ritocco, a imparare qualcosa di più... Ma Gesù ci propone qualcosa di molto più sconvolgente: rinascere!

2. LO SPIRITO, PRINCIPIO DI VITA NUOVA
+ Nicodemo non capisce: "Come può un uomo nascere quando è vecchio?" (4). E Gesù spiega, non dicendo più rinascere dall'alto, ma rinascere dall'acqua e dallo Spirito. La nuova vita che ci viene dall'Alto è il dono dello Spirito, cioè è la vita stessa di Dio!, perché lo Spirito è l'amore, la comunione che c'è tra Padre e Figlio.

+ Il cambiamento che Gesù chiede (meglio: che vuole offrire) a N. e a noi è quello da una fede/vita secondo la carne a una fede/vita secondo lo Spirito (cf. Gal). La vita secondo lo Spirito è tutt'altro che una vita nelle nuvole, astratta, che non scalfisce niente e nessuno. La nuova vita, quella secondo lo Spirito, è vivere in modo nuovo la vita di sempre, vivere le azioni e le relazioni di sempre in modo "spirituale", cioè alla maniera di Dio, cioè viverle nell'amore.
Se uno vive così, da "spirituale", diventa un po' come il vento/Spirito: soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va (8): diventa imprevedibile, unico, originale, non calcolabile, e soprattutto libero, perché è guidato dalle logiche di Dio. Mentre chi non è nato dallo Spirito è come Nicodemo: politicamente corretto, ma scontato, prevedibile, pauroso, schiavo delle cose che sa.
--> Convertirsi è passare dalla carne allo Spirito, da una fede e da una vita che sono io a impostare e guidare o, peggio, che mi lascio impostare secondo i criteri del mondo, a una fede e una vita che spiega le vele al soffio dello Spirito e si lascia condurre, senza resistenze, là dove lo Spirito la vuole condurre.

+ Gesù aggiunge dall'acqua, per indicare il battesimo, perché l'acqua del battesimo è il segno esteriore dello Spirito. È nel battesimo che noi riceviamo il dono dello Spirito e inizia la vita nuova.
--> Questo cambiamento è la conversione, cioè lo scopo della Quaresima. E la Quaresima non è forse il tempo in cui riscoprire la spiritualità battesimale?

3. DAL CRISTO "INNALZATO" IL DONO DELLO SPIRITO DELLA VITA
+ N. ancora non comprende: «Sì, ma concretamente "come può accadere questo?" (9). Dove posso trovare questo Spirito che mi fa vivere una vita completamente nuova? Chi me lo può donare?» Gesù! A questo punto Gesù non gli parla più del Regno, della rinascita e dello Spirito, ma gli parla di Sé.
"Tu, N., che pensi di credere in Dio, che sei un Maestro che insegna agli altri come si crede in Dio, sappi che solo io, Gesù, posso rivelarti il mistero di Dio, perché io ho visto la vita di Dio, perché io sono pieno di questo Spirito: "noi parliamo di quel che sappiamo, testimoniamo quel che abbiamo veduto... Ti posso parlare delle cose del cielo perché io, che sono disceso dal cielo, sono anche salito al cielo" (cf. 13).

+ "C'è dunque un passo concreto che devi fare. Spogliati di tutto ciò che credi di sapere e prendi coscienza della tua fragilità: tu pensi di essere vivo, ma la tua vita non è in grado di sopravvivere alle malattie, alle ingiustizie, al male, al peccato e oltrepassare la tomba. Tu sei come quegli ebrei che durante il cammino nel deserto furono morsi dai serpenti: anche tu hai già dentro il veleno e dunque stai già camminando verso la morte. Tu hai bisogno di un serpente di bronzo innalzato, verso cui volgere lo sguardo e ritrovare vita. Sono io, il Figlio dell'uomo innalzato sulla croce, come quel serpente di bronzo innalzato su un'asta! "Chi guarda/crede in me, ha la vita eterna" (15).
Se prima gli aveva detto: "Per vedere/entrare nel regno bisogna rinascere dallo Spirito", ora gli dice: "per avere la vita eterna (espressione più giovannea per dire Regno) bisogna credere nel Figlio".

+ Il tema fondamentale del discorso è dunque la fede. Il nocciolo della questione è lì: se si vuole rinascere, vivere una vita nuova, piena ("eterna") bisogna credere in Cristo, cioè abbandonarsi con fiducia a Lui.
Ma credere non in un Cristo qualunque, su misura, non solo in Cristo maestro (v.1), in Cristo che fa dei segni/miracoli, ma nel Cristo crocifisso, innalzato (14-16): questo è il Segno che deve sostenere la fede. Il cuore della fede è credere e aderire al mistero della croce. Sì, la salvezza si realizza mediante un innalzamento sulla croce, che è nello stesso tempo anche un innalzamento presso il Padre, perché la croce non è un mistero di morte, ma di vita, di una vita che sgorga dalla morte, perché quell'uomo appeso al legno, morendo "consegna lo Spirito" (19,30), Colui che ci fa vivere di una vita nuova
--> Ogni nostra croce, che apparentemente è solo fallimento e lontananza da Dio, se vissuta nella fede è germe di vita nuova

CONCLUSIONE.
+ La proposta di Gesù a N., e ad ogni uomo che va da Lui, è vertiginosa. Nelle sue parole, specie nella parte finale, ritorna con insistenza il tema "dall'alto": rinascere dall'alto; parlare delle cose del cielo; salire al cielo; essere innalzato". Gesù vuol far fare a N. e a noi un "salto in alto", vuol farci volare all'altezza delle aquile, non al piano delle galline! È il salto della fede, è il vivere una vita nuova, lasciandosi guidare dallo Spirito, è il vivere la vita stessa di Dio. Se non è roba da vertigini questa....

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