CATECHISMO DELLA
CHIESA CATTOLICA

Compendio

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434-533
I dieci Comandamenti


Esodo
20,2-17


Io sono il Signore tuo Dio,
che ti ho fatto uscire
dal paese d'Egitto,
dalla condizione
di schiavitù

Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio. Tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

Onora tuo padre e tua madre
perché si prolunghino i tuoi
giorni nel paese che ti dà il
Signore, tuo Dio.

Non uccidere.

Non commettere
adulterio.

Non rubare.

Non pronunciare falsa
testimonianza contro il tuo
prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

Deuteronomio
5,6-21
 

Io sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile.

Non avere altri dèi di fronte a me...

Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio.

Osserva il giorno di sabato per santificarlo.

Onora tuo padre e tua madre.

Non uccidere.

Non commettere adulterio.

Non rubare.

Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.

Formula
catechistica


Io sono il Signore tuo Dio:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora tuo padre e tua madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. Non rubare.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d'altri.

10. Non desiderare la roba d'altri.
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434. «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?» (Mt 19,16).

2052-2054; 2075-2076

Al giovane che gli rivolge questa domanda Gesù risponde: «Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti», e poi aggiunge: «Vieni e seguimi» (Mt 19,16.21). Seguire Gesù implica l'osservanza dei Comandamenti. La Legge non è abolita, ma l'uomo è invitato a ritrovarla nella persona del divino Maestro, che la realizza perfettamente in se stesso, ne rivela il pieno significato e ne attesta la perennità.

 

435. Come Gesù interpreta la Legge?

2055

Gesù la interpreta alla luce del duplice e unico Comandamento della carità, pienezza della Legge: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei Comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due Comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22,37-40).

 

436. Che cosa significa «Decalogo»?

2056-2057

Decalogo significa «dieci parole» (Es 34,28). Queste parole riassumono la Legge donata da Dio al popolo d'Israele nel contesto dell'Alleanza mediante Mosè. Esso, nel presentare i Comandamenti dell'amore di Dio (i primi tre) e del prossimo (gli altri sette), traccia, per il popolo eletto e per ciascuno in particolare, il cammino di una vita liberata dalla schiavitù del peccato.

 

437. Qual è il legame del Decalogo con l'Alleanza?

2058-2063; 2077

Il Decalogo si comprende alla luce dell' Alleanza, nella quale Dio si rivela, facendo conoscere la sua volontà. Nell'osservare i Comandamenti, il popolo esprime la propria appartenenza a Dio e risponde con gratitudine alla sua iniziativa d'amore.

 

438. Quale importanza dà la Chiesa al Decalogo?

2064-2068

Fedele alla Scrittura e all'esempio di Gesù, la Chiesa riconosce al Decalogo un'importanza e un significato basilari. I cristiani sono obbligati ad osservarlo.

 

439. Perché il Decalogo costituisce un'unità organica?

2069; 2079

I dieci Comandamenti costituiscono un insieme organico e indissociabile, perché ogni Comandamento rimanda agli altri e a tutto il Decalogo. Perciò trasgredire un Comandamento è infrangere l'intera Legge.

 

440. Perché il Decalogo obbliga gravemente?

2072-2073; 2081

Perché enuncia i doveri fondamentali dell'uomo verso Dio e verso il prossimo.

 

441. È possibile osservare il Decalogo?

2074; 2082

Sì, perché Cristo, senza il quale nulla possiamo fare, ci rende capaci di osservarlo, con il dono del suo Spirito e della sua grazia.

 

CAPITOLO PRIMO

«AMERAI IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTO
IL TUO CUORE, CON TUTTA LA TUA ANIMA
E CON TUTTA LA TUA MENTE»

 

IL PRIMO COMANDAMENTO: IO SONO IL SIGNORE DIO TUO.
NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME

 

442. Che cosa implica l'affermazione di Dio: «lo sono il Signore Dio tuo» (Es 20,2)?

2083-2094; 2133-2134

Implica per il fedele di custodire e attuare le tre virtù teologali e di evitare i peccati che vi si oppongono. La fede crede in Dio e respinge ciò che le è contrario, come ad esempio, il dubbio volontario, l'incredulità, l'eresia, l'apostasia, lo scisma. La speranza attende fiduciosamente la beata visione di Dio e il suo aiuto, evitando la disperazione e la presunzione. La carità ama Dio al di sopra di tutto: vanno dunque respinte l'indifferenza, l'ingratitudine, la tiepidezza, l'accidia o indolenza spirituale, e l'odio di Dio, che nasce dall'orgoglio.

 

443. Che cosa comporta la Parola del Signore: «Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto» (Mt 4,10)?

2095-2105; 2135-2136

Essa comporta: adorare Dio come Signore di tutto ciò che esiste; rendergli il culto dovuto individualmente e comunitariamente; pregarlo con espressioni di lode, di ringraziamento e di supplica; offrirgli sacrifici, soprattutto quello spirituale della propria vita, in unione con il sacrificio perfetto di Cristo; mantenere le promesse e i voti a Lui fatti.

 

444. In qual modo la persona attua il proprio diritto a rendere culto a Dio nella verità e nella libertà?

2104-2109; 2137

Ogni uomo ha il diritto e il dovere morale di cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, di abbracciarla e custodirla fedelmente, rendendo a Dio un culto autentico. Nello stesso tempo, la dignità della persona umana richiede che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la propria coscienza, né impedito, entro i giusti limiti dell'ordine pubblico, di agire in conformità ad essa, privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata.

 

445. Che cosa proibisce Dio quando comanda: «Non avrai altri dèi di fronte a me» (Es 20,2)?

2110-2128; 2138-2140

Questo Comandamento proibisce:

- il politeismo e l'idolatria, che divinizza una creatura, il potere, il denaro, perfino il demonio;

- la superstizione, che è una deviazione del culto dovuto al vero Dio e che si esprime anche nelle varie forme di divinazione, magia, stregoneria e spiritismo;

- l'irreligione, che si esprime nel tentare Dio con parole o atti; nel sacrilegio, che profana persone o cose sacre soprattutto l'Eucaristia; nella simonia, che è la volontà di acquistare o vendere le realtà spirituali;

- l'ateismo, che respinge l'esistenza di Dio, fondandosi spesso su una falsa concezione dell'autonomia umana;

- l'agnosticismo, per cui nulla si può sapere su Dio, e che comprende l'indifferentismo e l'ateismo pratico.

 

446. Il comando di Dio: «Non ti farai alcuna immagine scolpita...»(Es 20,3) proibisce il culto delle immagini?

2129-2132; 2141

Nell'Antico Testamento con tale comando si proibiva di rappresentare il Dio assolutamente trascendente. A partire dall'Incarnazione del Figlio di Dio, il culto cristiano delle sacre immagini è giustificato (come afferma il secondo Concilio di Nicea del 787), poiché si fonda sul Mistero del Figlio di Dio fatto uomo, nel quale il Dio trascendente si rende visibile. Non si tratta di un'adorazione dell'immagine, ma di una venerazione di chi in essa è rappresentato: Cristo, la Vergine, gli Angeli e i Santi.

 

IL SECONDO COMANDAMENTO:
NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

 

447. Come si rispetta la santità del Nome di Dio?

2142-2149; 2160-2162

Il Nome santo di Dio si rispetta invocandolo, benedicendolo, lodandolo e glorificandolo. Vanno dunque evitati l'abuso di appellarsi al Nome di Dio per giustificare un crimine e ogni uso sconveniente del suo Nome, come la bestemmia, che per sua natura è un peccato grave; le imprecazioni e l'infedeltà alle promesse fatte nel Nome di Dio.
 

448. Perché è proibito il falso giuramento?

2150-2151; 2163-2164

Perché cosi si chiama in causa Dio, che è la stessa verità, come testimone di una menzogna.

 


«Non giurare né per il Creatore, né per la creatura, se non con verità, per necessità e con riverenza» (sant'Ignazio di Loyola).
 

  

449. Che cos'è lo spergiuro?

2152-2155

Lo spergiuro è fare, sotto giuramento, una promessa con l'intenzione di non mantenerla, oppure violare la promessa fatta sotto giuramento. È un peccato grave contro Dio, che è sempre fedele alle sue promesse.

 

IL TERZO COMANDAMENTO:
RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

 

450. Perché Dio «ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro» (Es 20,11)?

2168-2172; 2189

Perché in giorno di sabato si fa memoria del riposo di Dio nel settimo giorno della creazione, come pure della liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto e dell'Alleanza che Dio ha sancito con il suo popolo.

 

451. Come si comporta Gesù nei confronti del sabato?

2173

Gesù riconosce la santità del sabato e con autorità divina ne dà l'interpretazione autentica: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato» (Mc 2,27).

 

452. Per quale motivo, per i cristiani, il sabato è stato sostituito dalla domenica?

2174-2176; 2190-2191

Perché la domenica è il giorno della Risurrezione di Cristo. Come «primo giorno della settimana» (Mc 16,2), essa richiama la prima creazione; come «ottavo giorno», che segue il sabato, significa la nuova creazione inaugurata con la Risurrezione di Cristo. E diventata così, per i cristiani, il primo di tutti i giorni e di tutte le feste: il giorno del Signore, nel quale egli, con la sua Pasqua, porta a compimento la verità spirituale del sabato ebraico ed annuncia il riposo eterno dell'uomo in Dio.

 

453. Come si santifica la domenica?

2177-2185; 2192-2193

I cristiani santificano la domenica e le altre feste di precetto partecipando all'Eucaristia del Signore, e astenendosi anche da quelle attività che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o la necessaria distensione della mente e del corpo. Sono consentite le attività legate a necessità familiari o a servizi di grande utilità sociale, purché non creino abitudini pregiudizievoli alla santificazione della domenica, alla vita di famiglia e alla salute.

 

454. Perché è importante riconoscere civilmente la domenica come giorno festivo?

2186-2188; 2194-2195

Perché a tutti sia data la reale possibilità di godere di sufficiente riposo e di tempo libero che permettano loro di curare la vita religiosa, familiare, culturale e sociale; di disporre di un tempo propizio per la meditazione, la riflessione, il silenzio e lo studio; di dedicarsi alle opere di bene, in particolare a favore dei malati e degli anziani.

 
 

CAPITOLO SECONDO

«AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO»

 

IL QUARTO COMANDAMENTO:
ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

 

455. Che cosa comanda il quarto Comandamento?

2196-2200; 2247-2248

Esso comanda di onorare e rispettare i nostri genitori e coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito della sua autorità.

 

456. Qual è la natura della famiglia nel piano di Dio?

2201-2205; 2249

Un uomo e una donna uniti in matrimonio formano insieme ai loro figli una famiglia. Dio ha istituito la famiglia e l'ha dotata della sua costituzione fondamentale. Il matrimonio e la famiglia sono ordinati al bene degli sposi, e alla procreazione e all'educazione dei figli. Tra i membri di una stessa famiglia si stabiliscono relazioni personali e responsabilità primarie. In Cristo la famiglia diventa Chiesa domestica, perché è comunità di fede, di speranza e di amore.

 

457. Quale posto occupa la famiglia nella società?

2207-2208

La famiglia è la cellula originaria della società umana e precede qualsiasi riconoscimento da parte della pubblica autorità. I principi e i valori familiari costituiscono il fondamento della vita sociale. La vita di famiglia è un'iniziazione alla vita della società.

 

458. Quali doveri ha la società nei confronti della famiglia?

2209-2213; 2250

La società ha il dovere di sostenere e consolidare il matrimonio e la famiglia, nel rispetto anche del principio di sussidiarietà. I pubblici poteri devono rispettare, proteggere e favorire la vera natura del matrimonio e della famiglia, la morale pubblica, i diritti dei genitori e la prosperità domestica.

 

459. Quali sono i doveri dei figli verso i genitori?

2214-2220; 2251

Verso i genitori, i figli devono rispetto (pietà filiale), riconoscenza, docilità e obbedienza, contribuendo così, anche con le buone relazioni tra fratelli e sorelle, alla crescita dell'armonia e della santità di tutta la vita familiare. Qualora i genitori si trovassero in situazioni di indigenza, di malattia, di solitudine o di vecchiaia, i figli adulti debbono loro aiuto morale e materiale.

 

460. Quali sono i doveri dei genitori verso i figli?

2221-2231

Partecipi della paternità divina, i genitori sono per i figli i primi responsabili dell'educazione e i primi annunciatori della fede. Essi hanno il dovere di amare e di rispettare i figli come persone e come figli di Dio, e di provvedere, per quanto possibile, ai loro bisogni materiali e spirituali, scegliendo per loro una scuola adeguata e aiutandoli con prudenti consigli nella scelta della professione e dello stato di vita. In particolare hanno la missione di educarli alla fede cristiana.

 

461. Come i genitori educano i loro figli alla fede cristiana?

2252-2253

Principalmente con l'esempio, la preghiera, la catechesi familiare e la partecipazione alla vita ecclesiale.

 

462. I legami familiari sono un bene assoluto?

2232-2233

I vincoli familiari, sebbene importanti, non sono assoluti perché la prima vocazione del cristiano è di seguire Gesù, amandolo: «Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me; chi ama la figlia o il figlio più di me, non è degno di me» (Mt 10,37). I genitori devono favorire con gioia la sequela di Gesù da parte dei loro figli, in ogni stato di vita, anche nella vita consacrata o nel ministero sacerdotale.

 

463. Come va esercitata l'autorità nei vari ambiti della società civile?

2234-2237; 2254

Va sempre esercitata come un servizio, rispettando i diritti fondamentali dell'uomo, una giusta gerarchia dei valori, le leggi, la giustizia distributiva e il principio di sussidiarietà. Ognuno, nell'esercizio dell'autorità, deve ricercare l'interesse della comunità anziché il proprio, e deve ispirare le sue decisioni alla verità su Dio, sull'uomo e sul mondo.

 

464. Quali sono i doveri dei cittadini nei confronti delle autorità civili?

2238-2241; 2255

Coloro che sono sottomessi all'autorità devono considerare i loro superiori come rappresentanti di Dio, offrendo loro leale collaborazione per il buon funzionamento della vita pubblica e sociale. Ciò comporta l'amore e il servizio della patria, il diritto e il dovere di voto, il versamento delle imposte, la difesa del paese e il diritto a una critica costruttiva.

 

465. Quando il cittadino non deve obbedire alle autorità civili?

2242-2243; 2256

Il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell'ordine morale: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5,29).

 

IL QUINTO COMANDAMENTO: NON UCCIDERE

 

466. Perché la vita umana va rispettata?

2258-2262; 2318-2320

Perché è sacra. Fin dal suo inizio essa comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. A nessuno è lecito distruggere direttamente un essere umano innocente, essendo ciò gravemente contrario alla dignità della persona e alla santità del Creatore. «Non far morire l'innocente e il giusto» (Es 23,7).

 

467. Perché la legittima difesa delle persone e delle società non va contro tale norma?

2263-2265

Perché con la legittima difesa si attua la scelta di difendersi e si valorizza il diritto alla vita, propria o altrui, e non la scelta di uccidere. La legittima difesa, per chi ha responsabilità della vita altrui, può essere anche un grave dovere. Tuttavia, essa non deve comportare un uso della violenza maggiore del necessario.

 

468. A che serve una pena?

2266

Una pena, inflitta da una legittima autorità pubblica, ha lo scopo di riparare il disordine introdotto dalla colpa, di difendere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone, di contribuire alla correzione del colpevole.

 

469. Quale pena si può infliggere?

2267

La pena inflitta deve essere proporzionata alla gravità del delitto. Oggi, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessità di pena di morte «sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti» (Evangelium vitae). Quando i mezzi incruenti sono sufficienti, l'autorità si limiterà a questi mezzi, perché questi corrispondono meglio alle condizioni concrete del bene comune, sono più conformi alla dignità della persona e non tolgono definitivamente al colpevole la possibilità di redimersi.

 

470. Che cosa proibisce il quinto Comandamento?

2268-2283; 2321-2326

Il quinto Comandamento proibisce come gravemente contrari alla legge morale:

- l'omicidio diretto e volontario, e la cooperazione ad esso;

- l'aborto diretto, voluto come fine o come mezzo, nonché la cooperazione ad esso, pena la scomunica, perché l'essere umano, fin dal suo concepimento, va rispettato e protetto in modo assoluto nella sua integrità;

- l'eutanasia diretta, che consiste nel mettere fine, con un atto o l'omissione di un'azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte;

- il suicidio e la cooperazione volontaria ad esso, in quanto è un'offesa grave al giusto amore di Dio, di sé e del prossimo: quanto alla responsabilità, essa può essere aggravata in ragione dello scandalo o attenuata da particolari disturbi psichici o da gravi timori.

 

471. Quali procedure mediche sono consentite, quando la morte è considerata imminente?

2278-2279

Le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. Sono legittimi invece l'uso di analgesici, non finalizzati alla morte, e la rinuncia «all'accanimento terapeutico», cioè all'utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo.

 

472. Perché la società deve proteggere ogni embrione?

2273-2274

Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano, fin dal suo concepimento, è un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione. Quando lo Stato non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti e in particolare dei più deboli, tra i quali i concepiti ancora non nati, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto.

 

473. Come si evita lo scandalo?

2284-2287

Lo scandalo, che consiste nell'indurre altri a compiere il male, si evita rispettando l'anima e il corpo della persona. Se deliberatamente si induce altri a peccare gravemente, si commette una colpa grave.

 

474. Quale dovere abbiamo verso il corpo?

2288-2291

Dobbiamo avere una ragionevole cura della salute fisica, propria ed altrui, evitando tuttavia il culto del corpo e ogni sorta di eccessi. Vanno inoltre evitati l'uso di stupefacenti, che causano gravissimi danni alla salute e alla vita umana, e anche l'abuso dei cibi, dell'alcool, del tabacco e dei medicinali.

 

475. Quando sono moralmente legittime le sperimentazioni scientifiche, mediche o psicologiche, sulle persone o sui gruppi umani?

2292-2295

Sono moralmente legittime se sono a servizio del bene integrale della persona e della società, senza rischi sproporzionati per la vita e l'integrità fisica e psichica dei soggetti, opportunamente informati e consenzienti.

 

476. Sono consentiti il trapianto e la donazione di organi, prima e dopo la morte?

2296

Il trapianto di organi è moralmente accettabile col consenso del donatore e senza rischi eccessivi per lui. Per il nobile atto della donazione degli organi dopo la morte deve essere pienamente accertata la morte reale del donatore.

 

477. Quali pratiche sono contrarie al rispetto dell'integrità corporea della persona umana?

2297-2298

Esse sono: i rapimenti e i sequestri di persona, il terrorismo, la tortura, le violenze, la sterilizzazione diretta. Le amputazioni e le mutilazioni di una persona sono moralmente consentite solo per indispensabili fini terapeutici della medesima.

 

478. Quale cura si deve avere per i moribondi?

2299

I moribondi hanno diritto a vivere con dignità gli ultimi momenti della  loro vita terrena, soprattutto con il sostegno della preghiera e dei Sacramenti che preparano all'incontro con il Dio vivente.

 

479. Come devono essere trattati i corpi dei defunti?

2300-2301

I corpi dei defunti devono essere trattati con rispetto e carità. La loro cremazione è permessa se attuata senza mettere in questione la fede nella risurrezione dei corpi.

 

480. Che cosa chiede il Signore ad ogni persona a riguardo della pace?

2302-2303

Il Signore, che proclama «beati gli operatori di pace» (Mt 5,9), chiede la pace del cuore e denuncia l'immoralità dell'ira, che è desiderio di vendetta per il male ricevuto, e dell'odio, che porta a desiderare il male per il prossimo. Questi atteggiamenti, se volontari e consentiti in cose di grande importanza, sono peccati gravi contro la carità.

 

481. Che cos'è la pace nel mondo?

2304-2305

La pace nel mondo, la quale è richiesta per il rispetto e lo sviluppo della vita umana, non è semplice assenza della guerra o equilibrio di forze contrastanti, ma è «la tranquillità dell'ordine» (sant'Agostino), «frutto della giustizia» (Is 32,17) ed effetto della carità. La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo.

 

482. Che cosa richiede la pace nel mondo?

2304; 2307-2308

Essa richiede l'equa distribuzione e la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l'assidua pratica della giustizia e della fratellanza.

 

483. Quando è moralmente consentito l'uso della forza militare?

2307-2310

L'uso della forza militare è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni: certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione.

 

484. In caso di minaccia di guerra, a chi spetta la valutazione rigorosa di tali condizioni?

2309

Essa spetta al giudizio prudente dei governanti, cui compete anche il diritto di imporre ai cittadini l'obbligo della difesa nazionale, fatto salvo il diritto personale all'obiezione di coscienza, da attuarsi con altra forma di servizio alla comunità umana.

 

485. In caso di guerra, che cosa chiede la legge morale?

2312-2314; 2328

La legge morale rimane sempre valida, anche in caso di guerra. Essa chiede che si trattino con umanità i non combattenti, i soldati feriti e i prigionieri. Le azioni deliberatamente contrarie al diritto delle genti e le disposizioni che le impongono sono dei crimini che l'obbedienza cieca non serve a scusare. Si devono condannare le distruzioni di massa come pure lo sterminio di un popolo o di una minoranza etnica, che sono peccati gravissimi: si è moralmente in obbligo di fare resistenza agli ordini di chi li comanda.

 

486. Che cosa bisogna fare per evitare la guerra?

2315-2317; 2327-2330

Si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare in ogni modo la guerra, dati i mali e le ingiustizie che essa provoca. In particolare, bisogna evitare l'accumulo e il commercio delle armi non debitamente regolamentati dai poteri legittimi; le ingiustizie soprattutto economiche e sociali; le discriminazioni etniche e religiose; l'invidia, la diffidenza, l'orgoglio e lo spirito di vendetta. Quanto si fa per eliminare questi ed altri disordini aiuta a costruire la pace e ad evitare la guerra.

 

IL SESTO COMANDAMENTO:
NON COMMETTERE ADULTERIO

 

487. Quale compito ha la persona umana nei confronti della propria identità sessuale?

2331-2336; 2392-2393

Dio ha creato l'uomo maschio e femmina, con uguale dignità personale, e ha iscritto in lui la vocazione dell'amore e della comunione. Spetta a ciascuno accettare la propria identità sessuale, riconoscendone l'importanza per tutta la persona, la specificità e la complementarità.

 

488. Che cosa è la castità?

2337-2338

La castità è la positiva integrazione della sessualità nella persona. La sessualità diventa veramente umana quando è integrata in modo giusto nella relazione da persona a persona. La castità è una virtù morale, un dono di Dio, una grazia, un frutto dello Spirito.

 

489. Che cosa comporta la virtù della castità?

2339-2341

Essa comporta l'acquisizione del dominio di sé, come espressione di libertà umana finalizzata al dono di sé. È necessaria, a tal fine, un'integrale e permanente educazione, che si attua in tappe di crescita graduale.

 

490. Quali sono i mezzi che aiutano a vivere la castità?

2340-2347

Sono numerosi i mezzi a disposizione: la grazia di Dio, l'aiuto dei sacramenti, la preghiera, la conoscenza di sé, la pratica di un'ascesi adatta alle varie situazioni, l'esercizio delle virtù morali, in particolare della virtù della temperanza, che mira a far guidare le passioni dalla ragione.

 

491. In quale modo tutti sono chiamati a vivere la castità?

2348-2350; 2394

Tutti, seguendo Cristo modello di castità, sono chiamati a condurre una vita casta secondo il proprio stato: gli uni vivendo nella verginità o nel celibato consacrato, un modo eminente di dedicarsi più facilmente a Dio con cuore indiviso; gli altri, se sposati, attuando la castità coniugale; se non sposati, vivendo la castità nella continenza.

 

492. Quali sono i principali peccati contro la castità?

2351-2359; 2396

Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria. Commessi su minori, tali atti sono un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale.

 

493. Perché il sesto Comandamento, benché reciti «non commettere adulterio», vieta tutti i peccati contro la castità?

2336

Benché nel testo biblico del Decalogo si legga «non commettere adulterio» (Es 20,14), la Tradizione della Chiesa segue complessivamente gli insegnamenti morali dell'Antico e del Nuovo Testamento, e considera il sesto Comandamento come inglobante tutti i peccati contro la castità.

 

494. Qual è il compito delle autorità civili nei confronti della castità?

2354

Esse, in quanto tenute a promuovere il rispetto della dignità della persona, devono contribuire a creare un ambiente favorevole alla castità, anche impedendo, con leggi adeguate, la diffusione di talune delle suddette gravi offese alla castità, per proteggere soprattutto i minori e i più deboli.

 

495. Quali sono i beni dell'amore coniugale, al quale è ordinata la sessualità?

2360-2361; 2397-2398

I beni dell'amore coniugale, che per i battezzati è santificato dal Sacramento del Matrimonio, sono: unità, fedeltà, indissolubilità e apertura alla fecondità.

 

496. Quale significato ha l'atto coniugale?

2362-2367

L'atto coniugale ha un duplice significato: unitivo (la mutua donazione dei coniugi) e procreativo (l'apertura alla trasmissione della vita). Nessuno deve rompere la connessione inscindibile che Dio ha voluto tra i due significati dell'atto coniugale, escludendo l'uno o l'altro di essi.

 

497. Quando è morale la regolazione delle nascite?

2368-2369; 2399

La regolazione delle nascite, che rappresenta uno degli aspetti della paternità e maternità responsabili, è oggettivamente conforme alla moralità quando è attuata dagli sposi senza imposizioni esterne, non per egoismo, ma per seri motivi e con metodi conformi ai criteri oggettivi della moralità, e cioè con la continenza periodica e il ricorso ai periodi infecondi.

 

498. Quali sono i mezzi immorali per la regolazione delle nascite?

2370-2372

È intrinsecamente immorale ogni azione - come, per esempio, la sterilizzazione diretta o la contraccezione -, che, o in previsione dell'atto coniugale o nel suo compimento o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione.

 

499. Perché l'inseminazione e la fecondazione artificiali sono immorali?

2373-2377

Sono immorali perché dissociano la procreazione dall'atto con cui gli sposi si donano mutuamente, instaurando così un dominio della tecnica sull'origine e sul destino della persona umana. Inoltre l'inseminazione e la fecondazione eterologa, con il ricorso a tecniche che coinvolgono una persona estranea alla coppia coniugale, ledono il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre conosciuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l'uno attraverso l'altro.

 

500. Come va considerato un figlio?

2378

Il figlio è un dono di Dio, il dono più grande del matrimonio. Non esiste un diritto ad avere figli («il figlio dovuto, ad ogni costo»). Esiste invece il diritto del figlio di essere il frutto dell'atto coniugale dei suoi genitori e anche il diritto di essere rispettato come persona dal momento del suo concepimento.

 

501. Che cosa possono fare gli sposi, quando non hanno figli?

2379

Qualora il dono del figlio non fosse loro concesso, gli sposi, dopo aver esaurito i legittimi ricorsi alla medicina, possono mostrare la loro generosità mediante l'affido o l'adozione, oppure compiendo servizi significativi a favore del prossimo. Realizzano così una preziosa fecondità spirituale.

 

502. Quali sono le offese alla dignità del matrimonio?

2380-2391; 2400

Esse sono: l'adulterio, il divorzio, la poligamia, l'incesto, la libera unione (convivenza, concubinato), l'atto sessuale prima o al di fuori del matrimonio.

 

IL SETTIMO COMANDAMENTO:
NON RUBARE

 

503. Che cosa enuncia il settimo Comandamento?

2401-2402

Esso enuncia la destinazione e la distribuzione universale e la proprietà privata dei beni e il rispetto delle persone, dei loro beni e dell'integrità della creazione. La Chiesa trova fondata in questo Comandamento anche la sua dottrina sociale, che comprende il retto agire nell'attività economica e nella vita sociale e politica, il diritto e il dovere del lavoro umano, la giustizia e la solidarietà tra le nazioni, l'amore per i poveri.

 

504. A quali condizioni esiste il diritto alla proprietà privata?

2403

Il diritto alla proprietà privata esiste purché sia acquisita o ricevuta in modo giusto e purché resti primaria la destinazione universale dei beni alla soddisfazione delle necessità fondamentali di tutti gli uomini.

 

505. Qual è il fine della proprietà privata?

2404-2406

Il fine della proprietà privata è garantire la libertà e la dignità delle singole persone, aiutandole a soddisfare i bisogni fondamentali propri di coloro di cui si ha la responsabilità e anche di altri che vivono nella necessità.

 

506. Che cosa prescrive il settimo Comandamento?

2407; 2450-2451

Il settimo Comandamento prescrive il rispetto dei beni altrui, attraverso la pratica della giustizia e della carità, della temperanza e della solidarietà. In particolare, esige il rispetto delle promesse fatte e dei contratti stipulati; la riparazione dell'ingiustizia commessa e la restituzione del maltolto; il rispetto dell'integrità della creazione mediante l'uso prudente e moderato delle risorse minerali, vegetali e animali che sono nell'universo, con speciale attenzione verso le specie minacciate di estinzione.

 

507. Quale comportamento l'uomo deve avere verso gli animali?

2416-2418; 2457

L'uomo deve trattare gli animali, creature di Dio, con benevolenza, evitando sia l'eccessivo amore nei loro confronti, sia il loro uso indiscriminato, soprattutto per sperimentazioni scientifiche effettuate al di fuori di limiti ragionevoli e con inutili sofferenze per gli animali stessi.

 

508. Che cosa proibisce il settimo Comandamento?

2408-2413; 2453-2455

Il settimo Comandamento proibisce anzitutto il furto, che è l'usurpazione del bene altrui contro la ragionevole volontà del proprietario. Ciò si verifica anche nel pagare salari ingiusti; nello speculare sul valore dei beni per trarre vantaggio a danno di altri; nel contraffare assegni o fatture. Proibisce inoltre di commettere frodi fiscali o commerciali, di arrecare volontariamente un danno alle proprietà private o pubbliche, Proibisce anche l'usura, la corruzione, l'abuso privato di beni sociali, i lavori colpevolmente male eseguiti, lo sperpero.

 

509. Qual è il contenuto della dottrina sociale della Chiesa?

2419-2423

La dottrina sociale della Chiesa, quale sviluppo organico della verità del Vangelo sulla dignità della persona umana e sulla sua dimensione sociale, contiene principi di riflessione, formula criteri di giudizio, offre norme e orientamenti per l'azione.

 

510. Quando la Chiesa interviene in materia sociale?

2420; 2458

La Chiesa interviene dando un giudizio morale in materia economica e sociale, quando ciò è richiesto dai diritti fondamentali della persona, dal bene comune o dalla salvezza delle anime.

 

511. Come va esercitata la vita sociale ed economica?

2459

Va esercitata, secondo i propri metodi, nell'ambito dell'ordine morale, al servizio dell'uomo nella sua integralità e di tutta la comunità umana, nel rispetto della giustizia sociale. Essa deve avere l'uomo come autore, centro e fine.

 

512. Che cosa si oppone alla dottrina sociale della Chiesa?

2424-2425

Si oppongono alla dottrina sociale della Chiesa i sistemi economici e sociali, che sacrificano i diritti fondamentali delle persone, o che fanno del profitto la loro regola esclusiva o il loro fine ultimo. Per questo la Chiesa rifiuta le ideologie associate nei tempi moderni al «comunismo» o alle forme atee e totalitarie di «socialismo». Inoltre, essa rifiuta, nella pratica del «capitalismo», l'individualismo e il primato assoluto della legge del mercato sul lavoro umano.

 

513. Che significato ha il lavoro per l'uomo?

2426-2428; 2460-2461

Il lavoro per l'uomo è un dovere e un diritto, mediante il quale egli collabora con Dio creatore. Infatti, lavorando con impegno e competenza, la persona attualizza capacità iscritte nella sua natura, esalta i doni del Creatore e i talenti ricevuti, sostenta se stesso e i suoi familiari, serve la comunità umana. Inoltre, con la grazia di Dio, il lavoro può essere mezzo di santificazione e di collaborazione con Cristo per la salvezza degli altri.

 

514. A quale tipo di lavoro ha diritto ogni persona?

2429; 2433-2434

L'accesso a un sicuro e onesto lavoro deve essere aperto a tutti, senza ingiusta discriminazione, nel rispetto della libera iniziativa economica e di un'equa retribuzione.

 

515. Qual è la responsabilità dello Stato circa il lavoro?

2431

Allo Stato spetta di procurare la sicurezza circa le garanzie delle libertà individuali e della proprietà, oltre che una moneta stabile e servizi pubblici efficienti; di sorvegliare e guidare l'esercizio dei diritti umani nel settore economico. In rapporto alle circostanze, la società deve aiutare i cittadini a trovare lavoro.

 

516. Quale compito hanno i dirigenti di imprese?

2432

I dirigenti di imprese hanno la responsabilità economica ed ecologica delle loro operazioni. Devono considerare il bene delle persone e non soltanto l'aumento dei profitti, anche se questi sono necessari per assicurare gli investimenti, l'avvenire delle imprese, l'occupazione e il buon andamento della vita economica.

 

517. Quali doveri hanno i lavoratori?

2435

Essi devono compiere il loro lavoro con coscienza, competenza e dedizione, cercando di risolvere le eventuali controversie con il dialogo. Il ricorso allo sciopero non violento è moralmente legittimo quando appare come lo strumento necessario, in vista di un vantaggio proporzionato e tenendo conto del bene comune.

 

518. Come si attua la giustizia e la solidarietà tra le nazioni?

2437-2441

A livello internazionale, tutte le nazioni e le istituzioni devono operare nella solidarietà e sussidiarietà, al fine di eliminare o almeno ridurre la miseria, la disuguaglianza delle risorse e dei mezzi economici, le ingiustizie economiche e sociali, lo sfruttamento delle persone, l'accumulo dei debiti dei paesi poveri, i meccanismi perversi che ostacolano lo sviluppo dei paesi meno progrediti.

 

519. In che modo i cristiani partecipano alla vita politica e sociale?

2442

I fedeli laici intervengono direttamente nella vita politica e sociale, animando, con spirito cristiano, le realtà temporali e collaborando con tutti, da autentici testimoni del Vangelo e operatori di pace e di giustizia.

 

520. A che cosa si ispira l'amore per i poveri?

2443-2449; 2462-2463

L'amore per i poveri si ispira al Vangelo delle beatitudini e all'esempio di Gesù nella sua costante attenzione per i poveri. Gesù ha detto: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40). L'amore per i poveri si attua attraverso l'impegno contro la povertà materiale e anche contro le numerose forme di povertà culturale, morale e religiosa. Le opere di misericordia, spirituali e corporali, e le numerose istituzioni benefiche sorte lungo i secoli, sono una concreta testimonianza dell'amore preferenziale per i poveri che caratterizza i discepoli di Gesù.

 

L'OTTAVO COMANDAMENTO:
NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

 

521. Quale dovere ha l'uomo verso la verità?

2464-2470; 2504

Ogni persona è chiamata alla sincerità e alla veracità nell'agire e nel parlare. Ognuno ha il dovere di cercare la verità e di aderirvi, ordinando tutta la propria vita secondo le esigenze della verità. In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente: egli è la Verità. Chi segue lui vive nello Spirito di verità, e rifugge la doppiezza, la simulazione e l'ipocrisia.

 

522. Come si rende testimonianza alla verità?

2471-2474; 2505-2506

Il cristiano deve testimoniare la verità evangelica in tutti i campi della sua attività pubblica e privata, anche, se necessario, col sacrificio della propria vita. Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede.

 

523. Che cosa proibisce l'ottavo Comandamento?

2475-2487; 2507-2509

L'ottavo Comandamento proibisce:

- la falsa testimonianza, lo spergiuro, la menzogna, la cui gravità si commisura alla verità che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore e ai danni subiti dalle vittime;

- il giudizio temerario, la maldicenza, la diffamazione, la calunnia che diminuiscono o distruggono la buona reputazione e l'onore, a cui ha diritto ogni persona;

- la lusinga, l'adulazione o compiacenza, soprattutto se finalizzate a peccati gravi o al conseguimento di vantaggi illeciti.

Una colpa commessa contro la verità comporta la riparazione, se ha procurato un danno ad altri.

 

524. Che cosa chiede l'ottavo Comandamento?

2488-2492; 2510-2511

L'ottavo Comandamento chiede il rispetto della verità, accompagnato dalla discrezione della carità: nella comunicazione e nell'informazione, che devono valutare il bene personale e comune, la difesa della vita privata, il pericolo di scandalo; nel riserbo dei segreti professionali, che vanno sempre mantenuti tranne in casi eccezionali per gravi e proporzionati motivi. Cosi pure è richiesto il rispetto delle confidenze fatte sotto il sigillo del segreto.

 

525. Come deve essere l'uso dei mezzi di comunicazione sociale?

2493-2499; 2512

L'informazione mediatica deve essere al servizio del bene comune e nel suo contenuto dev'essere sempre vera e, salve la giustizia e la carità, anche integra. Deve inoltre esprimersi in modo onesto e conveniente, rispettando scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignità della persona.

 

526. Quale relazione esiste tra verità, bellezza e arte sacra?

2500-2503; 2513

La verità è bella per se stessa. Essa comporta lo splendore della bellezza spirituale. Esistono, oltre alla parola, numerose forme di espressione della verità, in particolare le opere artistiche. Sono frutto di un talento donato da Dio e dello sforzo dell'uomo. L'arte sacra, per essere vera e bella, deve evocare e glorificare il Mistero di Dio apparso in Cristo e condurre all'adorazione e all'amore di Dio Creatore e Salvatore, Bellezza eccelsa di Verità e di Amore.

 

IL NONO COMANDAMENTO:
NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI

 

527. Che cosa richiede il nono Comandamento?

2514-2516; 2528-2530

Il nono Comandamento richiede di vincere la concupiscenza carnale nei pensieri e nei desideri. La lotta contro tale concupiscenza passa attraverso la purificazione del cuore e la pratica della virtù della temperanza.

 

528. Che cosa proibisce il nono Comandamento?

2517-2519; 2531-2532

Il nono Comandamento proibisce di coltivare pensieri e desideri relativi alle azioni proibite dal sesto Comandamento.

 

529. Come si giunge alla purezza del cuore?

2520

Il battezzato, con la grazia di Dio e lottando contro i desideri disordinati, giunge alla purezza del cuore mediante la virtù e il dono della castità, la limpidezza d'intenzione, la trasparenza dello sguardo esteriore ed interiore, la disciplina dei sentimenti e dell'immaginazione, la preghiera.

 

530. Quali altre esigenze ha la purezza?

2521-2527; 2533

La purezza esige il pudore, che, custodendo l'intimità della persona, esprime la delicatezza della castità, e regola sguardi e gesti in conformità alla dignità delle persone e della loro comunione. Essa libera dal diffuso erotismo e tiene lontano da tutto ciò che favorisce la curiosità morbosa. Richiede anche una purificazione dell'ambiente sociale, mediante una lotta costante contro la permissività dei costumi, basata su un'erronea concezione della libertà umana.

 

IL DECIMO COMANDAMENTO:
NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI

 

531. Che cosa richiede e che cosa proibisce il decimo Comandamento?

2534-2540; 2551-2554

Questo Comandamento, che completa il precedente, richiede un atteggiamento interiore di rispetto nei confronti della proprietà altrui e proibisce l'avidità, la cupidigia sregolata dei beni degli altri e l'invidia, che consiste nella tristezza provata davanti ai beni altrui e nel desiderio smodato di appropriarsene.

 

532. Che cosa chiede Gesù con la povertà del cuore?

2544-2547; 2556

Ai suoi discepoli Gesù chiede di preferire Lui a tutto e a tutti. Il distacco dalle ricchezze - secondo lo spirito della povertà evangelica - e l'abbandono alla provvidenza di Dio, che ci libera dall'apprensione per il domani, preparano alla beatitudine dei «poveri in spirito, perché a loro appartiene già il regno dei cieli» (Mt 5,3).

 

533. Qual è il più grande desiderio dell'uomo?

2548-2550; 2557

Il più grande desiderio dell'uomo è vedere Dio. Questo è il grido di tutto il suo essere: «Voglio vedere Dio!». L'uomo realizza la sua vera e piena felicità nella visione e nella beatitudine di Colui che lo ha creato per amore e lo attira a sé con il suo infinito amore.

 


«Chi vede Dio, ha conseguito tutti i beni che si possono concepire» (san Gregorio di Nissa).
 

 

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